Senza lotta non so essere felice

I Giochi Olimpici Antichi furono delle celebrazioni atletiche e religiose, svolte nella città della Grecia antica, Olimpia,  storicamente dal 776 a.C. al 393 d.C  fino a che, dunque, per mano di Teodosio I, vennero ritenuti una festa “pagana” in seguito alla crescita del potere romano in Grecia e alla conseguente diffusione del Cristianesimo, religione ufficiale dell’Impero Romano. Tra le diverse competizioni in cui si misuravano gli atleti erano presenti: Stadion, Diaulos, Pugilato, Lotta, Pancrazio, Pentatlon, etc.

Nonostante la lunga interruzione durata ben 15 secoli, la volontà di recuperare gli antichi Giochi Olimpici, fece sì che si tennero nel 1896 ad Atene i primi Giochi Olimpici moderni (Olimpiadi). La lista delle discipline stilata scegliendo quali tra quelle proposte avrebbero potuto soddisfare il requisito del dilettantismo prevedeva:
atletica leggera, nuoto, scherma, vela, tennis, canottaggio, ciclismo, cricket, equitazione, ginnastica ritmica, lotta greco-romana( termine introdotto dall’italiano Basilio Bartoletti per sottolineare il valore storico di questa disciplina olimpica).

Notiamo, dunque, come la lotta rientra tra le discipline più antiche appartenenti ai Giochi Olimpici sin dalle origini. Ora, come può il CIO deciderne a scrutinio segreto la futura probabile esclusione dai Giochi Olimpici del 2020?

Una delle discipline storiche delle Olimpiadi, parte integrante delle competizioni da secoli, relegata al gruppo delle 7 discipline (baseball/softball, karate, roller sports, sport climbing, squash, wakeboarding and wushu) da considerare per la selezione del, citando il CIO, “additional sport” in vista delle Olimpiadi del 2020.

“Il Cio ha basato la sua decisione sulla bassa valutazione che ha ottenuto la lotta in una dettagliata analisi delle 26 discipline sportive olimpiche. Il massimo organismo internazionale ha utilizzato un totale di 39 criteri, tra cui audience televisiva, vendita di biglietti, numero di sportivi e l’attrattiva sui giovani”.

Una  sorta di “spending review”  dove è il denaro a fare da padrone oscurando tradizioni, storia e valori.
La lotta è una di quelle discipline che infatti, in quanto a valori, avrebbe ancora da dire molto. Riesce a forgiarti nel carattere,  ti insegna a non arrenderti al primo ostacolo, a stringere i denti, ad avere rispetto del tuo avversario, a dare il massimo quando sei stremato dalla fatica. E questi sono solo alcuni dei valori intrinseci di questo sport millenario. Ciò che ti insegna duramente attraverso il corpo te lo porti dietro nella vita di tutti i giorni.

Ancora una volta siamo costretti a  constatare come le olimpiadi siano sempre più svuotate di valori per abbandonarsi  a quel economicismo “cancro” dello sport.

Michele

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