Il liceo ANTIsportivo

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Venerdì 11 gennaio con  l’approvazione del Consiglio dei Ministri entra in vigore il progetto di inserire una sezione sportiva all’interno del classico liceo scientifico, progetto, ricordiamo, dell’ allora ministro Gelmini.

Le considerazioni politiche da fare sono essenzialmente due: la prima è che la distruzione – o per usare il termine tecnico “riforma” – Gelmini continua inesorabilmente la sua ascesa verso la sua completa applicazione, la seconda sorge spontanea per chi vive di pane e sport: come può un governo illegittimo parlare di “valori della cultura sportiva”? Credo che se ne fosse a conoscenza si sarebbe ritirato dal gioco(dimesso) al primo richiamo dell’arbitro (popolo). Sorvolando su queste due piccole riflessioni politiche vorrei analizzare il progetto da un punto di vista pedagogico. La nostra preoccupazione sul fatto che questo governo capisca veramente poco in materia di sport ci è confermata analizzando le differenze con il classico liceo scientifico. Dallo scientifico vengono tolte le ore di “disegno e storia dell’arte” e “lingua e cultura latina” per dare spazio nell’orario alle materie di “diritto ed economia dello sport” e “discipline sportive” . Per il resto, la struttura liceale resta la stessa. Con 27 ore al biennio e 30 ore al triennio. Ora, il fatto che il governo sia eletto dalla banche è chiaro un po’ a tutti, ma applicare uno studio dello sport che è per definizione un fatto sociale da un punto di vista economico ha veramente dell’incredibile. Lo sport visto da questo fantomatico liceo sportivo sarebbe essenzialmente  uno strumento in mano al capitalismo. Le discipline sportive invece meritano un capitolo a parte; infatti a stabilire quali discipline insegnare saranno le singole scuole insieme alle federazioni sportive e al C.O.N.I. Quindi non saranno sicuramente gli studenti, ancora una volta, a decidere cosa studiare e in questo caso che sport praticare. Questa riforma – che riforma non è – ci appare chiara per quello che è: cioè una continua frammentazione del sapere, una visione distorta della realtà, causata dall’economicismo applicato a questioni alle quali, invece, non può essere minimamente applicato e, infine, ultimo ma non per ordine di importanza, questo liceo, che dovrebbe iniziare a parlare di movimento e quindi di mente e corpo come un’unità, non mette assolutamente in discussione i paradigmi dell’educazione applicati nelle scuole che continuano a far capo a quel oramai superato paradigma cartesiano.

Su come vengono invece reclutati gli insegnanti delle scienze motorie non abbiamo ancora notizie certe ma siamo sicuri anche qua che la precarietà e la “trasparenza nella scelta” sarà all’altezza degli altri progetti MIUR-CONI come il progetto dell’alfabetizzazione motoria che avremo modo di affrontare prossimamente.

Antonio C.

P.S. la foto del nostro striscione risale al 2010 ma il concetto non sembra essere cambiato.

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